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PROBLEMATICHE RIPRODUTTIVE E MORTALITA' NEONATALE, FITOTERAPIA IN MEDICINA AVIARE

Da “Lancashire News Anno 7 N. 1

Lo scorso mese di marzo 2006, presso l'Associazione di Alessandria cui appartengo, si è tenuto un meeting informativo su:

- problematiche riproduttive in allevamento

- cause di mortalità neonatale

- impiego della fitoterapia in medicina aviare.

Relatore il Dr. Gino CONZO, medico veterinario specialista in Tecnologia Aviaria e Patologie Aviarie; ricercatore presso l'Università Federico II° di Napoli con diverse esperienze professionali vissute presso Università e Cliniche veterinarie europee, brasiliane e degli Emirati Arabi. E' anche autore di un volume di successo dal titolo "Medicina degli uccelli da gabbia" (Edagricole 2001).

Il grande consenso e l'interesse manifestati dagli allevatori presenti, mi inducono a proporvi, tediandovi, un fedele riassunto del meeting.

Dice il relatore :

Il benessere e la migliore capacità riproduttiva degli uccelli ornamentali in allevamento sono le risultanze di una serie di fattori di uguale importanza.:

Buona alimentazione e giuste integrazioni alimentari, rispetto delle comuni norme igieniche, alloggiamenti e nidi appropriati alle varie specie, rispetto delle esigenze sociali degli animali, selezione, prevenzione e cura delle malattie sono la base dei successi riproduttivi.

Le principali problematiche in allevamento sono riconducibili essenzialmente a:

> Infertilità

> Mortalità embrionale

> Perdite nello svezzamento.

Le cause più frequenti di questi problemi, sono riconducibili a fattori alimentari, ambientali, tossici ed infettivi.

Per noi veterinari è importante lo scambio di informazioni con gli allevatori e questo meeting mi offre l'opportunità di conoscere reali problematiche, altrimenti non recepibili in ambito universitario; potrò così avvicinarmi di più a tutte le tematiche di mortalità embrionale e neonatale le cui cause sono molto simili tra loro.

Inoltre Vi parlerò della fitoterapia, cioè degli elementi vegetali per il trattamento di determinate patologie o problematiche, con esperienze personali, alcune delle quali sono state poi messe in pratica con composizioni che adesso abbiamo anche messe in commercio allo scopo di dare un aiuto in più nelle problematiche che affliggono gli allevatori.

Quando parliamo di problemi riproduttivi negli uccelli di qualsiasi razza, vi è spesso un mancato rispetto di alcune norme che possono anche sembrare banali, ma che possono incidere in maniera determinante nei processi riproduttivi.

Noi pensiamo sempre all'alimentazione ed al tipo di gabbia da utilizzare per la riproduzione, in realtà vi sono anche tanti altri fattori che spesso non vengono considerati, ma che sono altrettanto importanti da sviluppare, quali la fertilità delle coppie, la mortalità dell'embrione nell'uovo durante le diverse fasi dello sviluppo, la prima settimana di vita dove più frequenti sono i decessi e per ultimo il periodo dello svezzamento dove è notevole lo stress per l'allontanamento dai genitori.

Le condizioni poi di temperatura, umidità e ventilazione sono anche molto importanti non solo perchè possono determinare direttamente l'arresto dello sviluppo dell'embrione, ma perchè, se non si rispettano certi parametri, possono determinare anche una predisposizione all'insorgenza di una infezione che può portare a morte l'embrione o il nidaceo.

Poi le tossine che vengono prodotte da alcuni funghi e che in genere vanno a colpire alimenti mal conservati e quindi sono una possibile fonte di tossicità. L'utilizzo di farmaci in modo eccessivo, può dare pure tossicità.

Ed i pesticidi che in alcune zone danneggiano i semi ed ecco che alcune aziende stanno iniziando la produzione di semi biologici per evitare ogni rischio.

Le cause alimentari forse sono quelle più sotto l'occhio di tutti in quanto gli allevatori sanno che per la buona riproduzione degli uccelli necessita un adeguato livello di proteine nell'alimentazione.

Anche nelle proteine vi è una differenza: alcune proteine sono molto più facilmente assimilabili di altre, hanno un valore biologico differente e possono dare effetti migliori. Così come gli aminoacidi di cui sono composte le proteine devono essere date ad un livello bilanciato perchè la carenza di alcuni aminoacidi può determinare una mancata assimilazione di altri.

Sui grassi è difficile vi sia carenza perché ogni allevatore tende a sovralimentare i propri uccelli e quindi più che la carenza, l’eccesso di grassi può condurre a problemi riproduttivi in quanto un soggetto obeso ben difficilmente potrà riprodursi ed anche perché l’eccesso di grassi può danneggiare organi vitali e quindi impedire il normale ciclo riproduttivo.

Per le vitamine vi è un discorso a parte da fare perché, come sapete, per esperienze personali, le integrazioni alla normale dieta vanno fatte in modo corretto e bilanciato in quanto i sintomi di carenza vitaminica sono simili a quelli di eccesso.

Forse quello che non tutti sanno e che è molto importante è il rapporto che vi è tra vitamina A e vitamina E. Sono entrambe vitamine liposulibili e l'assorbimento dell’una è in stretta relazione all’assorbimento dell’altra, cioè senza apporto di vitamina A si riduce l’assorbimento della vitamina E.

In carenza di vit. E, oltre agli effetti negativi sulla riproduzione, si hanno in realtà anche effetti negativi sulla schiusa, in quanto la vit. E è molto importante per la contrazione della muscolatura del nidiaceo; quindi nelle condizioni di carenza vitaminica il nidiaceo non ha la forza di forare il guscio dell’uovo e questa è una delle principali cause di mortalità tardiva dell’embrione con pullus completamente formato.

Spesso si attribuisce la mancata schiusa a malattie o scarsa umidità, ma principalmente la causa è la carenza di vitamina E.

In merito alle carenze di minerali è importante vengano forniti fosforo e calcio; indispensabile nella dieta è il calcio sia per la formazione del guscio quanto per la costituzione scheletrica dell’animale.

Venendo alle cause infettive occorre dire che queste sono molteplici. Quando si parla di grossi allevamenti spesso si osservano delle condizioni che sono molto simili a quelle degli allevamenti di pollame ad uso zootecnico dove vengono ospitate grandi quantità in spazi limitati.

Cosa vuol dire: che in un allevamento si creano delle condizioni ambientali che sono estremamente caratteristiche di quell’allevamento ed è molto difficile trovare due allevamenti uguali da questo punto di vista.

Per questo motivo quello che accade in un allevamento, anche se vi si allevano le stesse specie di animali, non è detto che debba per forza verificarsi in un altro. E parimenti non è vero che se un allevatore vi dice :“ Io ho risolto billantetmente il problema con questo prodotto.” la cosa si possa ripetere nel vostro caso.

Negli allevamenti intensivi, con tanti animali in poco spazio, accade spesso che vi sono delle condizioni che favoriscono l’insorgenza di patologie, con gli aìimali in depressione immunitaria in particolari periodi dell’anno (svezzamento, muta ...  ) o per temperature troppo alte o troppo basse, umidità...     In queste condizioni si ha nell’organismo la produzione di alcuni ormoni che abbattono il sistema immunitario e quindi, se l’organismo entra in contatto con alcuni batteri o virus, si sviluppa rapidamente una malattia, mentre in altre condizioni, in cui questa situazione non c’è, lo stesso germe può non creare problemi.

Per quanto riguarda le malattie virali, vi sono diversi tipi di virus, che sono specifici di questi animali e che spesso non colpiscono specie diverse; questi virus possono intervenire soprattutto nel determinare; delle patologie intestinali.

A volte poi accade che ci sono germi diversi che insieme possono determinare una malattia mentre presi singolarmente non sono in grado di colpire l'animale.

Un esempio molto tipico è la proventricolite in cui vi è un germe (megabacterio) che è un fungo che colonizza lo stomaco ed altera il PH dello stomaco che da acido diventa basico; in queste condizioni si crea un ambiente molto favorevole allo sviluppo di alcuni batteri come ad esempio l'Escherichia Coli che è l’agente della Colibacillosi.

I due germi insieme causano una malattia, mentre presi singolarmente potrebbero non determinarla.

Questi virus spesso da soli non danno problemi, ma se associati ad un fungo o ad un batterio possono dare delle condizioni di mortalità molto elevate in allevamento.

Oltre alla proventricolite, ci sono altre cause micotiche, ad esempio la Candidosi, che colpiscono soprattutto i novelli con lesioni alla mucosa orale ed alle vie digerenti e l’Aspergillosi che invece può agire a livello più profondo e soprattutto a livello dei sacchi aerei e delle vie respiratorie.

Le micosi sono classiche malattie condizionate, cioè quando nell’allevamento vi sono delle condizioni di umidità troppo elevate e di scarso ricambio d'aria, si sviluppano molto facilmente. Le micosi poi si sviluppano con una certa facilità anche dopo i lunghi trattamenti antibiotici e per un problema di competizione vengono favorite dal momento che sono distrutti i batteri, anche quelli benefici per l’organismo, che contrastano naturalmente lo sviluppo dei miceti.

Le malattie batteriche sono sicuramente quelle più frequenti da osservarsi in un allevamento. Gran parte dei nidiacei può essere affetta da stafilococchi, streptococchi che possono anche determinare mortalità embrionale. Lo pseudomonas può creare problemi nei piccoli, specie durante lo svezzamento ed è oltretutto un germe piuttosto resistente ai normali trattamenti antibiotici.

La Chlamydia può colpire ogni specie nelle diverse fasi dello sviluppo e tutti questi germi nel complesso possono anche avere localizzazione nell'ovaio e quindi determinare una condizione di sterilità anche momentanea della femmina.

Fra gli enterobatteri ci sono varie specie che possono creare grossi problemi (salmonella, escherichia coli ....). La qualità peculiare di queste infezioni è quella di non essere caratteristiche, cioè possono determinare sintomi molto diversi l’uno dall’altro, possiamo avere casi dì diarrea, problemi respiratori, dermatiti, dolori articolari ...; sono tutti sintomi molto diversi che non indirizzano verso una diagnosi, non avendo i veri sintomi di una malattia e questo è un po’ il limite di quello che si osserva negli uccelli in genere.

Il veterinario che lavora con piccoli mammiferi (cani, gatti ....) molto spesso dal sintomo viene indirizzato verso una diagnosi. In campo aviare questo non è sempre facile perché molto spesso, avendo a che fare con animali d’allevamento, ci possono essere tutte queste patologie che danno poi dei sintomi molto simili oppure un unico agente che da sintomi divergenti.

E quindi, in questa ottica, è molto importante quello che si fa con gli esami di laboratorio e perciò con l’isolamento del germe.

Tutti questi germi sono stati osservati in casi di problematiche riproduttive e sono germi che sino a qualche anno fa non erano considerati patogeni; questo vuoi dire che probabilmente i ceppi allevati adesso si sono un tantino indeboliti, quindi dobbiamo far fronte a nuove patologie che fino a un pò di anni fa non erano considerate.

Come dicevo non possiamo dai semplici sintomi definire una diagnosi, ma dobbiamo ricorrere ad altri strumenti; molto spesso una prima indicazione come veterinari la possiamo avere da un esame microscopico, colorando semplicemente un campione fecale, una parte di organo, quello che risulta da un tampone e avere una indicazione sul tipo di germe che è presente.

Successivamente però è importante isolare questo germe con dei sistemi di coltivazione, quindi fare una coltura batterica e individuare di che tipo di germe si tratta.

Quindi per poter consigliare una cura adatta facciamo un antibiogramma, cioè un test che individua il tipo di antibiotico adatto ed efficace su quel germe e quindi lo consigliamo all'allevatore, Fare l’antibiogramma in realtà è molto semplice noi abbiamo un dischetto in cui viene seminato il germe che noi vogliamo testare, mettiamo dei dischetti che sono impregnati di vari antibiotici e dopo 24 ore che viene messo in incubazione in una apposita stufa si notano delle zone di inibizione, delle zone più chiare intorno ai vari dischetti; più grande è la zona di inibizione, più efficace è l’antibiotico.

Si notano quindi degli antibiotici per nulla efficaci, altri che lo sono di più; fatte queste considerazioni noi consigliamo un antibiotico piuttosto di un altro.

Alcuni ceppi di germi sono particolarmente resistenti ai diversi antibiotici, questo vuol dire che probabilmente questa resistenza è dovuta a delle cause che sono state indotte da noi stessi allevatori e ciò può avvenire quando si utilizzano antibiotici non adatti, cioè che non hanno efficacia su quel ceppo, come avviene nelle cosiddette terapie pre-cova che a mio parere non hanno un senso particolare perché l’antibiotico è in grado di aggredire quel germe nel momento in cui c’è; quindi se noi trattiamo i riproduttori prima delle cove con un antibiotico “X” possiamo avere la fortuna che sia efficace se in quel momento ci sono germi sensibili, se però ve ne sono dei non sensibili questo antibiotico non ha alcuna efficacia, però lo abbiamo dato all'animale e quindi abbiamo indotto in altri germi presenti una resistenza al medicinale.

Questo avviene anche quando si usano dosaggi troppo bassi oppure per periodi limitati. Spesso si dice: “ Do l’antibiotico “X” in dose da 1 ml. per litro d’acqua anziché 2 come consigliato e per 5 giorni anziché 7, così fa meno male al povero canarino”. Cosa succede: è vero che vi sono meno effetti negativi sull’animale, però i batteri che erano presenti assumono una quantità di medicinale più bassa che non li uccide, ma che induce una resistenza.

Una cosa utile da sapere è che i batteri si riproducono come i canarini, la differenza è che hanno dei ritmi riproduttivi elevatissimi e le generazioni si succedono in un tempo molto breve; quindi nel dare gli  antibiotici noi facciamo una selezione anche nei batteri utilizzando antibiotici non appropriati, in quantità ridotte o per periodi limitati.

Considerate che in medicina aviaria si consigliano trattamenti non inferiori ad una settimana per gran parte dei medicinali in uso.

Assorbimento delle sostanze nutritive attraverso l’intestino.

L’intestino ha delle cellule sulla mucosa; queste cellule hanno delle estremità particolari (villi) fatte in modo da permettere l’assorbimento degli elementi nutritivi, quindi proteine, grassi, sali minerali, vitamine ...  Questo è il meccanismo fondamentale per cui l’organismo riesce ad inglobare le sostanze che ingerisce, a trasformarle in elementi per la costruzione dell’organismo, delle uova, degli spermatozoi ... 

Ci sono alcuni germi, ad esempio l’escherichia coli ed altri enterobatteri, che distruggono questi villi della mucosa intestinale; dopo questa distruzione l’intestino non è più in grado di assorbire gli elementi nutritivi. Per questo motivo si vede molto spesso l’animale effetto da queste patologie dimagrire, cosa che avviene anche per la coccidiosi.

In altre condizioni, invece, se il germe è particolarmente aggressivo, prima ancora di determinare queste modifiche, elimina delle tossine che hanno un effetto diretto sull’organismo e quindi possono portare a gravi infezioni e causare mortalità.

Devo dire che queste infezioni non sono molto aggressive nei soggetti adulti, ma questi soggetti diventano portatori di infezione. Nel loro organismo non succede nulla, però nel momento in cui vanno in riproduzione, già semplicemente attraverso l’ovaio, possono arrivare ad infettare l’uovo prima ancora di essere fecondato. Quindi l’uovo viene deposto infetto e nel periodo d’incubazione si da tutto il tempo al germe di moltiplicarsi facendo schiudere piccoli già malati.

Per questo motivo i trattamenti antibiotici mirati devono essere fatti ben prima della deposizione delle uova per dar modo all’antibiotico di raggiungere l’embrione.

I controlli sanitari su animali in buona salute apparente, possono essere utili; quello che è fondamentale è anche far esaminare animali morti, uova non schiuse, piccoli deceduti nei primi giorni perché attraverso questi è molto facile determinare le cause del problema.

Con esami fecali, tamponi della cloaca , della faringe ... sui riproduttori, si possono esaminare e rilevare i fattori responsabili dei problemi per la stagione riproduttiva successiva.

Un discorso interessante è quello dell’utilizzo delle sostanze immuno stimolanti che possono aumentare le risposte immunitarie nell’organismo, particolarmente in quei soggetti che hanno deficit costituzionali, di selezione o dovuti a condizioni particolari.

Sovente insorgono delle cause che abbassano le difese immunitarie. Per la cura di malattie respiratorie si usa spesso il cortisone; questo farmaco risolve frequentemente il problema, però se la causa è infettiva o microbica, il cortisone non ha alcun effetto, anzi, se usato per più giorni, abbassa le difese immunitarie permettendo al microbo di moltiplicarsi sempre più.

Noi con le sostanze immuno stimolanti possiamo agire in modo “naturale” per fronteggiare il problema. Queste sostanze stimolano alcune cellule particolari dell’organismo che non sono selettive, cioè non sono come quelle che producono gli anticorpi, ma sono delle cellule che aggrediscono qualunque sostanza estranea che entra nell’organismo soprattutto a livello intestinale.

L’intervento che si può operare in caso di malattia ovviamente è diverso. Si possono usare farmaci tradizionali oppure delle sostanze che possono avere effetti benefici sull’organismo per contrastare le infezioni per le quali c’è stata una diagnosi.

Avrete sentito parlare di prebiotici sono delle sostanze che in antitesi all’antibiotico sono contro la vita dei germi svolgendo azione favorevole nei confronti dei batteri positivi per l’organismo. Noi dobbiamo considerare che gran parte delle malattie infettive sono contratte per via orale con l’ingestione di mangimi contaminati dalle feci di animali malati. Questi organismi entrano nell’intestino e pian piano cominciano a svolgere la loro azione patogena; se nell’intestino trovano altri germi per loro non c’è posto e quindi questi germi che sono chiamati probiotici (essenzialmente lattobacilli gram positivi) svolgono un'azione benefica all'organismo perché da una parte contrastano quelli negativi, da un’altra parte producono delle sostanze, come ad esempio le vitamine del gruppo B, che sono favorevoli agli animali.

In questo equilibrio si stabilisce se l’animale si ammala oppure no; se nell’intestino vi è la presenza di batteri positivi non vi è posto per gli "intrusi” che vengono da fuori; se invece, trattamenti antibiotici fatti a casaccio hanno distrutto i batteri positivi, insorge rapidamente una malattia perché i germi esterni, entrando nell’intestino, lo trovano sgombero da batteri positivi, si insediano loro, si moltiplicano

Un sistema molto semplice per evitare questo problema è creare nell’intestino degli uccelli delle condizioni che sono sfavorevoli allo sviluppo di questi germi patogeni. Questo si può ottenere in vari modi:

> acidificare l’acqua da bere. Nell’intestino si ha un ambiente “acido” con stimolo alla riproduzione di batteri gram positivi ed ostacolo allo sviluppo di quelli gram negativi. Ottimo l’utilizzo dell’aceto di mele due o tre volte al mese in ragione di 15/20 ml. per litro d’acqua. Alcuni consigliano l’uso del carbone vegetale; questo serve solo per eliminare scorie dall’intestino nel caso di intossicazione e può avere d'altra parte un effetto negativo perché inibisce l’assorbimento di alcune vitamine.

> utilizzo di sostanze prebiotiche: contribuiscono allo sviluppo dei lattobacilli benefici per l’organismo abbassando il PH.

> fitoterapici: sostanze che vengono estratte da alcune piante, già in uso nell’antichità. Le novità nella fitoterapia moderna è che, con tecniche nuove, possiamo estrarre dalle piante solo quegli elementi che ci servono a scopo curativo, eliminando tutti gli altri componenti che possono essere inutili o addirittura dannosi. Quindi dalle piante estraiamo un gruppo di sostanze, dette fitocomplesso, che hanno azioni benefiche sui vari organi; sostanze che aiutano il sistema immunitario, sostanze che agiscono contro dei germi, ad azione antinfiammatoria, stimolanti lo sviluppo corporeo ... Ad esempio la silimarina, sostanza contenuta nel cardo mariano, è un potente disintossicante utilizzato anche in medicina umana negli avvelenamenti da funghi. Utilissimi gli estratti dal carciofo o dal tarassaco. Si parla di estratti e non del prodotto vegetale che per avere effetti curativi dovrebbe essere fornito in quantità enormi.

Nella tabella seguente sono indicate le piante medicinali più frequentemente utilizzate in fitoterapia aviare:

PIANTA

PARTE UTILIZZATA

AZIONE BIOLOGICA

LINK

Nome comune

Nome latino (fam)

English Common name

Acerola

Malpighia glabra L. Corncockle

Frutto

Antiossidante, Immunostimolante, Protettiva vasi sanguigni

 

Ananas

Ananassa sativa Lindl

Fragaria ananassa

Gambo

Antinfiammatoria

 

Aloe vera

Aloe Barbadensis Miller

Aloe

Foglie

Antinfiammatoria, Immunostirnolante

 

Carciofo

Cynara scolymus L. globe artichoke

Foglie

Diuretica, Depurante, Coleret;ca. lpolipemizzante

 

Cardo mariano

Silybum marianum Milk thistle

Semi

Epatoprotettrice

vedi articolo

Echinacea

Echinacea pallida Nutt. Coneflower

Radice

Immunostimolante

 

Erba medica

Medicago sativs Alfalfa

Foglie

Diuretica, Nutritìva, Antinfiammatoria,

 

Fieno Greco

Trigonella foenum-graecum L. Fenugreek

Semi

Anabolizzante, Stimolante appetito. Tonica

 

Ginseng

Panax ginseng Meyer

Ginseng

Radice

Tonica, Immunomodulante

 

Gramigna

Cynodon dactylon (L.) Bermudagrass

Radice

Diuretica, Disintossicante

 

Mirtillo

Vaccinium myrtillus L. Bilberry

Frutto

Antintiammatoria, Protettiva vasi sanguigni

 

Pompelmo

Citrus paradisi

Grapefruit

Semi

Antimicrobica

 

Pungitopo

Ruscus aculeatus Butcherbroom

Radice

Diuretica, Antinfiammatoria, Tonica per vasi sanguigni

 

Tarassaco

Taraxacum officinale Dandelion

Radice Foglie

Diuretica, Disintossicante.Stimolante succhi gastrici, Coleretica

vedi articolo

http://www.plantamedica.it/piante/dettaglio.asp?pianta=1

Con la trascrizione il più fedele possibile di quanto trattato nel meeting con il Dr. Conzo, spero d’avervi fornito del materiale che, anche se "pesante” ed abbastanza tecnico, senza dubbio andrà ad incrementare le vostre conoscenze sulle patologie degli uccelli.

Il   Dr. Conzo volutamente non ha indicato il nome dei prodotti farmaceutici per le singole terapie per noni ingenerare confusioni ed utilizzi errati in assenza di precise diagnosi. Lui stesso è contitolare di una linea di prodotti per l’omitologia che certamente avrete visto su Italia Omitologica e denominata “Terra Di Cuma”; tutti prodotti a base di vitamine, aminoacidi ed estratti vegetali indicati, a seconda dei tipi, per mantenimento, riproduzione, accrescimento, quarantena, stress e convalescenza.

Franco Dolza

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